ARCHITETTURA E CINEMA CULT: quando la forma segue la finzione

Cos’hanno in comune Ridley Scott, Alfred Hitchcock e Michelangelo Antonioni con Frank Lloyd Wright? Jean-Luc Godard e Adalberto Libera? Stanley Kubrick e Norman Foster? Architetti e registi riflettono sulle storie che gli edifici possono raccontare, vere o verosimili che siano: l’architettura sul grande schermo solleva interrogativi e si apre ai possibili della narrazione. Quando superfici e volumi, luci …

FRANK GEHRY: L’ARTE DI (DE)COSTRUIRE IL FUTURO

Cos’hanno in comune Vincent Van Gogh e Frank Gehry? Cosa accomuna la pittura del “grande folle” olandese più incompreso della storia dell’arte e l’archistar canadese più innovatrice della nostra contemporaneità? Apparentemente niente ma la risposta potrebbe essere la luce e una piccola cittadina in ritardo all’appuntamento con la modernità nel profondo sud della Francia.

JAN VORMANN: FORME D’ARTE TRANSITORIA NELLA SOCIETÀ (CON)TEMPORANEA

«Chiedete a un mattone cosa vuole diventare e lui risponderà un arco. Voi direte che è troppo costoso, al massimo è possibile una piattabanda e lui risponderà: voglio diventare un arco». I mattoncini colorati di Jan Vormann hanno sicuramente meno pretese dei signori mattoni del grande architetto americano Louis Kahn: si limitano a sopperire silenziosamente …

ED FAIRBURN: UNA MAPPA PER TROVARE SE STESSI

Potrebbe trattarsi di pareidolia (dal greco είδωλον, ‘immagine’, e παρά, ‘simile’), ovvero di quell’illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili casuali: l’occhio dell’artista gallese Ed Fairburn vede volti di giovani donne tra le linee cartografiche di mappe terrestri e astrologiche. Il suo meccanismo istintivo rinviene suggestivamente la geografia dei volti nel groviglio delle strade, …

’900 Italiano. Un secolo di arte #Preview

Padova, Museo Eremitani - Dal 1° febbraio al 10 maggio 2020 // Mostra ’900 Italiano. Un secolo di arte // Che si sia rifugiata nel mito della forma o nella sua negazione, nell’idea più astratta o nella materia più umile, l’arte italiana ha ritratto la folgorazione della modernità e le tragiche (dis)illusioni del “secolo breve” nelle opere degli artisti che l’hanno vissuto, amato e odiato, riscritto.